STORIA DELLA COPPA DEL MONDO

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1958 - IL RITMO DELLA SAMBA   

L'emancipata e civile Svezia fu la sede finale  del quinto campionato del mondo, cosi scelse la Fifa, considerando la nazione nordica adatta all'organizzazione del grande evento calcistico mondiale. Alla competizione aderirono 51 Federazioni ,compresa l'Unione Sovietica alla sua prima apparizione iridata. L'Italia mancò clamorosamente la qualificazione alla fase finale facendosi eliminare dall'Irlanda del Nord e nonostante che gli irlandesi schierassero nelle  proprie file giocatori di buon livello, fu un vero e proprio fallimento del calcio italiano, troppo limitato dal punto di vista tattico oltre che da quello atletico.

Furono sedici le squadre che si qualificarono e precisamente Argentina,Austria,Brasile,Cecoslovacchia,Francia,Galles,Germania Ovest,Inghilterra,Irlanda del Nord,Jugoslavia,Messico,Paraguay,Scozia,Svezia,Ungheria e Urss, tornava l'Argentina dopo anni di autoisolamento e completo fu l'approdo delle squadre del Regno Britannico. Non c'era una vera e propria favorita alla vittoria finale , il Brasile  era visto con molto interesse come i campioni uscenti della Germania Ovest, l' ambiziosa Inghilterra, la rinnovata Ungheria ed anche la stessa Svezia infarcita di campioni.Ai  quarti di finale approdarono le favorite dei propri gironi ad esclusione dell'Argentina e dell'Ungheria che si fecero sorprendere dai propri avversari, disattendendo a  tutti i pronostici che le davano come possibili protagoniste. Fu impressionante la prestazione del nuovo Brasile , ben preparato atleticamente dal proprio staff tecnico guidato dall'esperto allenatore Feola, la formazione carioca giocava un calcio veloce e squisitamente tecnico che la rendeva irresistibile per i propri avversari, nei quarti di finale trovò qualche problema con il sorprendente Galles,battendolo di misura ,ma in semifinale travolse la temibile Francia dei forti attaccanti Fontaine e Kopa , candidandosi seriamente alla vittoria finale. Nelle file verde-oro spiccavano autentici fenomeni calcistici come la velocissima ala Garrincha,le mezzeali Didi e Vavà e soprattutto il fortissimo attaccante di colore Pelè che inizierà da questo mondiale la sua mirabolante carriera calcistica che lo porterà a diventare il più grande calciatore di tutti i tempi. La Germania Ovest ,campione in carica, non andò oltre le semifinale, battuta dalla sorprendente Svezia , vera  e propria rivelazione del torneo, gli svedesi forti di campioni come i centrocampisti Liedholm, Gren e gli attaccanti Skoglund e Hamrin conquistarono la finalissima entusiasmando l'intero paese. In finale ,però, l'entusiasmo svedese si dissolse di fronte allo squadrone carioca trascinato dal suo giovane fuoriclasse di nome Pelè, la "Perla Nera" brasiliana risultò imprendibile per i difensori svedesi segnando due delle cinque reti che il Brasile inflisse alla comunque meritevole Svezia , fini 5-2 per i brasiliani che conquistarono il loro primo titolo mondiale, riscattandosi cosi della grande amarezza patita nel 1950. Da ricordare anche la spumeggiante Francia del fortissimo attaccante Fontaine , cannoniere  del torneo con ben 13 reti, che conquistò il terzo posto battendo i tedeschi per 6-3 nella "piccola finale".   

1962 - SPETTACOLO BRASILEIRO

 La Fifa decise di riportare la Coppa Rimet in Sud America ,dodici anni dopo il Mondiale in Brasile, scegliendo a sorpresa il Cile , questa candidatura fu sostenuta dalla influente federazione brasiliana in contrasto con quella argentina, il paese andino ,nonostante i forti dubbi della maggior parte della comunità internazionale , riusci ad organizzare il torneo mondiale senza particolari problemi. Alla manifestazione finale arrivarono  le maggiori rappresentanti dell'aristocrazia calcistica internazionale , dando quindi grandi aspettative al Mondiale cileno. In terra cilena sbarcarono dieci formazioni europee (Bulgaria,Cecoslovacchia,Germania Ovest,Inghilterra,Italia,Jugoslavia,Spagna,Svizzera,Ungheria e Urss) e sei  americane (Argentina,Brasile,Cile,Colombia,Messico e Uruguay) , l'Italia, dopo la clamorosa esclusione al mondiale di Svezia, ritornò sulla ribalta mondiale, alla guida di  un ex grande campione come Giovanni Ferrari affiancato dal dirigente Mazza (presidente-tecnico della Spal) gli azzurri godevano di buone speranze da parte della critica italiana anche perchè nella rosa della squadra erano stati inseriti gli "oriundi" del calibro di Altafini e Sivori. La realtà pero fu un altra, infatti dopo un pareggio a reti inviolate con i tedeschi, gli azzurri persero l'incontro decisivo con i padroni di casa  del Cile (2-0) per inesperienza e con una formazione non adatta tecnicamente, anche se furono pesantemente penalizzati dalla direzione arbitrale, tutta a favore dei cileni consentendogli una condotta di gioco al limite della provocazione violenta ed espellendo due giocatori azzurri (David e Ferrini) per falli di reazione. I grandi favoriti erano i campione  in carica del Brasile ,l'Urss fresca campione europea era vista con interesse insieme all'Inghilterra e alla Spagna senza dimenticare la coriacea Cecoslovacchia. Ai quarti di finale accesero molte delle possibili pretendenti alla vittoria finale, ad esclusione dell'Italia e della Spagna, i campioni del mondo furono accoppiati contro gli inglesi , questo confronto era il più interessante dei quarti di finale in quanto poneva di fronte due tra le scuole calcistiche più prestigiose e anche molto diverse, la spuntarono i cariocas che si aggiudicarono l'incontro per 3-1 mettendo in mostra ancora una volta le proprietà tecniche dei propri campioni.In semifinale ,insieme ai brasiliani, vi approdarono il sorprendente Cile, molto tutelato dagli arbitraggi, la forte Cecoslovacchia e la talentuosa Jugoslavia.In semifinale il Brasile si sbarazzò dei cileni ,sempre molto provocatori nel loro modo di giocare, mentre l'altra gara fu vinta dai cechi che fecero valere la loro superiorità atletica nei confronti dei temibili slavi . In finale si incontrarono quindi Brasile e Cecoslovacchia , due modi di giocare diametralmente opposti , offensivo ed effervescente quello verdeoro , fisico ed equilibrato tatticamente quello ceco. Nel teatro dello stadio nazionale di Santiago la netta superiorità tecnica del Brasile ebbe la meglio sul pragmatismo tattico della Cecoslovacchia, i cariocas ,trascinati dalle mezzeali Didi e Vava  e soprattutto dalla velocità condita da grande classe dell' imprendibile ala destra Garrincha , vinsero il loro secondo mondiale,nonostante l'assenza del proprio fuoriclasse assoluto Pelè (infortunatosi proprio contro i cechi nel girone di qualificazione) per altro ben sostituito dal veloce e tecnico attaccante Amarildo, decisivo in finale.Al terzo posto si piazzò il Cile che battè di misura la più talentuosa Jugoslavia. Fu un mondiale che deluse un po dal punto di vista tecnico, infatti  a parte le stelle brasiliane non ci furono grandi affermazioni individuali e di squadra,  confermato anche dal fatto che non ci fu un giocatore che prevalse come cannoniere unico del torneo.      

1966 - LA PERFIDA ALBIONE

L'ottava edizione del campionato mondiale di calcio fu assegnata all'Inghilterra , i "maestri del calcio" approfittarono dell' influenza del presidente della Fifa, l'inglese Stanley Rous , per quanto riguarda l'assegnazione del mondiale. Fu una scelta ,comunque, più che legittima essendo il paese britannico tra i più organizzati al mondo per le strutture calcistiche del momento. Al mondiale inglese vi arrivarono 16 nazioni , con L'Europa a fare la parte del leone con 10 rappresentative (Bulgaria,Germania Ovest,Francia,Inghilterra,Italia,Portogallo,Spagna,Svizzera,Ungheria e Urss) il continente latino americano con 4 rappresentative (Argentina,Brasile,Cile,Uruguay) con il Messico e la Corea del Nord a completare la lista. Mancano all'appello due importanti scuole calcistiche come quelle di Jugoslavia e Cecoslovacchia , che pagarono il pegno del rinnovamento delle proprie nazionali , L'Italia invece superò bene il proprio girone di qualificazione, mettendo in mostra anche un buon gioco, il commissario tecnico azzurro,Edmondo Fabbri, cercò di infondere alla manovra azzurra più coraggio tattico sfruttando le doti dei nuovi talenti come Rivera,Mazzola,Bulgarelli, giocatori molto  capaci dal punto di vista tecnico. La grandi  favorite del torneo iridato inglese erano la nuova Inghilterra di Ramsey, ambizioso tecnico dei leoni bianchi, il Brasile di Pelè,campione in carica ,insieme alla solita Germania e con qualche possibilità anche per il Portogallo della nuova perla nera del cacio mondiale, il fortissimo attaccante di colore Eusebio. L'Italia dopo un incoraggiante avvio contro il Cile (vittoria per 2-0 a vendetta dell'eliminazione di quattro anni prima) si arenò contro la coriacea Unione Sovietica ma soprattutto, si fece battere inopinatamente dai dilettanti coreani, toccando  il punto più basso del calcio italiano , autentica disfatta della  nostra nazionale, troppo fragile e nervoso. Altra grande sorpresa fu l'eliminazione dei campioni in carica del Brasile da parte del sorprendente Portogallo , che pagò oltre il dovuto l'infortunio di Pelè, subito contro i ruvidi difensori bulgari nella prima gara .Nei quarti di finale ebbero la meglio quattro formazioni europee e cioè Inghilterra,Germania Ovest,Portogallo e Urss; gli inglesi cominciarono a sentire la grande possibilità di arrivare fino in fondo e infatti in semifinale eliminarono, in una partite vibrante, la sorpresa lusitana mentre nell'altra semifinale furono i tedeschi ad avere le meglio conto l'Unione Sovietica del grande portiere Lev Jascin. La finale di Wembley vide una "classica" del calcio europeo e cioè Inghilterra contro la Germania, gli inglesi erano una formazione rivitalizzata dalla cura del proprio allenatore Alf Ramsey ,praticando un calcio veloce ed aggressivo si contrapponeva a quello tedesco molto atletico e razionale condito dalla bravura di alcuni giocatori come la mezzala Haller,l'elegante mediano Beckenbauer ed il forte centravanti Seeler. Fu una finale combattuta e rocambolesca , i tempi regolamentari finirono sul 2-2, nei tempi supplementari accadde l'impensabile , un forte tiro della punta inglese Hurst sbattè contro la traversa interna rimbalzando nei pressi della linea di porta , il guardalinee indicò il centrocampo e l'arbitro convalidò la rete , in effetti si parlerà di goal "fantasma" in quanto la palla rimbalzò chiaramente sulla linea di porta quindi non goal, gli inglesi sullo slancio arrotonderanno con una quarta rete,realizzata sempre da Hurst, approffitando della costernazione tedesca in seguito al non goal di Hurst. Nonostante l'indubbio "favore" avuto in finale l'Inghilterra dimostrò una vera trasformazione di gioco basato sulla velocità, sulla tecnica  oltre che alla esuberanza atletica tipica del calcio britannico, questo grazie all'abilità del proprio allenatore Ramsey e alla classe dei suoi alfieri, come il grande portiere Banks, il regista difensivo Moore e l'esuberante mezzala Bobby Chartlon,autentico trascinatore e vero fuoriclasse dei leoni d'Inghilterra. Il cannoniere di questa edizione fu la "pantera nera" lusitana Eusebio, autentico fuoriclasse dalla movenze feline e dal tiro al fumicotone, con ben 9 reti