STORIA DELLA COPPA DEL MONDO

STORIA DELLA COPPA DEL MONDO

La prima edizione del Mondiale di calcio per Nazioni venne disputato nel 1930 in Uruguay(la Fifa scelse l'Uruguay per celebrare il centenario della sua federazione)l,le nazioni associate alla Fifa furono invitate alla partecipazione ma i problemi logistici a raggiungere il Sud America impedirono alla maggior parte delle squadre europee a parteciparvi

1930 - IL MONDO CELESTE  

In totale ad accettare l'invito della Fifa furono 13 Nazioni e precisamente sette del Sudamerica (Argentina,Cile,Brasile,Bolivia,Paraguay,Perù,Uruguay),quattro dell'Europa (Belgio,Francia,Romania,Jugoslavia) e due del Nordamerica (Messico,Usa).Le squadre furono suddivise in 4 gironi e a qualificarsi furono le favorite Argentina e Uruguay insieme alla Jugoslavia e la sorpresa Stati Uniti.In semifinale gli argentini batterono agevolmente i nordamericani,e lo stesso fecero gli uruguagi contro gli slavi, in finale arrivarono le due migliori squadre del momento che andarono ad affrontarsi nel suggestivo stadio" Monumental" di Montevideo. L'attesa fu enorme oltre che alla rivalità fra le due squadre sudamericane, 20.000 tifosi argentini attraversarono il Rio de la Plata per sostenere la loro squadra,il popolo uruguaiano si strinse intorno alla "Celeste" in questo storico incontro. Due scuole calcistiche simili (entrambe adottavano il modulo di gioco detto "a piramide" con due soli difensori ,tre centrocampisti centrali e ben 5 giocatori d'attacco schierati da destra a sinistra su tutto il fronte d'attacco) a si scontrarono con molto equilibrio in un misto di grinta,agonismo e molta tecnica. Fu l'Uruguay di Suppicci (allenatore) a prevalere sugli argentini per 4-2,grazie alla tenacia della sua difesa, basata sull'agile difensore di colore Andrade,alla tecnica della mezzala Scarone e all'agilità degli attaccanti Iriarte e Cea. La squadra uruguagia si dimostrò la migliore per completezza, in quanto uni' alla capacità tecnica dei suoi giocatori una perfetta preparazione atletica grazie al suo allenatore Suppicci (più preparatore che allenatore) .Da sottolineare ,comunque, le grandi prestazioni del fortissimo attaccante argentino Guillermo Stabile capocannoniere con 6 reti  

1934 - L'IRIDE AZZURRA

Nel 1932 la Federazione della Fifa accolse la richiesta dell'Italia di organizzare i mondiali di calcio dando la possibilità al regime fascista di sfruttare in modo propagandistico l'evento. La scelta ,comunque, fu giustificata dal fatto che in Europa l'Italia era seconda solo all'Inghilterra per numero di stadi e organizzazione calcistica. Alla competizione aderirono ben 32 nazioni delle 50 affiliate alla Fifa, quindi si resero necessari gironi eliminatori per sancire la qualificazione delle sedici formazioni che avrebbero potuto partecipare alla fase finale in Italia. Non vi parteciparono le squadre britanniche in aperta polemica con la Federazione ad eccezione dell'Irlanda, da evidenziare inoltre la non partecipazione dei campioni in carica dell'Uruguay in polemica con le squadre europee per la scarsa partecipazione ai mondiali del 1930 . Alla fase finale arrivarono le seguenti nazioni : Argentina,Austria,Belgio,Brasile,Cecoslovacchia,Egitto,Francia,Germania,Italia,Olanda,Romania,Spagna,Usa,Svezia,Svizzera e Ungheria.La nazionale italiana ,nonostante non godesse di molta considerazione da parte della stampa europea, si preparò bene al grande appuntamento, rinforzata dagli oriundi e ben amalgamata dal C.T. Pozzo superò agevolmente il turno di qualificazione contro la Grecia presentandosi tirata a lucido per la fase finale. Nel primo turno L'Italia superò senza problemi gli Usa,con gli azzurri si qualificarono anche Austria,Cecoslovacchia,Germania,Spagna,Svezia,Ungheria, delusero invece gli argentini e brasiliani subito eliminati (da sottolineare comunque, che le due formazioni sudamericane non mandarono le loro migliori formazioni,soprattutto l'Argentina schierò giocatori di seconda scelta) . I favori del pronostico erano orientati per le grandi del calcio danubiano, cioè l'Austria,Cecoslovacchia e Ungheria ma anche la Spagna e la Germania godevano di buona credibilità; gli azzurri si imbatterono contro la Spagna superandola con molta fatica nel secondo incontro di spareggio per 1-0, qualificandosi ai quarti di finale insieme all'Austria,Cecoslovacchia e Germania. L'Italia superò anche i forti austriaci ,il grande Wunderteam, per 1-0 e raggiunse la finalissima contro la favorita Cecoslovacchia. A Roma ,nello stadio Nazionale, gli azzurri s'imbatterono nella grande squadra boema allenata dal "maestro" Hugo Mesl con campioni di assoluto valore come il forte portiere Planilka e la mezzala Neyedly, tanto per citare i più noti. Lo spirito battagliero e di assoluto sacrificio immesso nella squadra da Vittorio Pozzo, insieme alla classe di giocatori come la mezzala di punta Meazza,l'altra mezzala Ferrari,il  granitico centromediano Monti,la veloce ala Orsi,il cannoniere Schiavio( oltre al resto di tutta la squadra) portò l'Italia a conquistare il suo primo titolo mondiale, vincendo l'incontro per  2-1 contro i maestri boemi . Decisivo fu anche il nuovo modulo di gioco adottato dagli azzurri per volere di Pozzo e cioè il cosiddetto"Metodo", basato su un gioco più attento alla difesa con 4 giocatori difensivi e un regista di centrocampo (mediano metodista)pronti a rilanciare il gioco verso  gli attaccanti,mentre le principali avversarie tipo l'Ungheria,la Cecoslovacchia e l'Austria adottavano il "Sistema",modulo basato sul possesso palla ,fitte triangolazioni ed un gioco più sbilanciato in fase  offensiva.Da ricordare ,comunque, grandi giocatori che onorarono la competizione mondiale come il fortissimo portiere spagnolo Zamora,il talentuoso attaccante austriaco Sindelar detto "cartavelina" ed i già citati campioni boemi Planicka e Neyedli, quest'ultimo capocannoniere del torneo con 5 reti

                         1938 - LA CONFERMA D'ITALIA 

Per la seconda volta consecutiva il Mondiale viene assegnato ad una nazione europea ,disattendendo la mozione che prevedeva la designazione quadriennale alternata fra Europa e Sud america, i delegati Fifa a Berlino nel 1936 designarono la Francia come organizzatrice rifiutando la proposta dell'Argentina,premiando l'influenza dei dirigenti transalpini come ad esempio Jules Rimet (da cui prendeva il nome il trofeo mondiale). Per protesta l'Argentina non partecipò al torneo insieme all'Uruguay, limitando la partecipazione americana solo al Brasile e Cuba. Le nazioni qualificate alla fase finale da disputarsi in Francia furono quindi 15 e precisamente Belgio,Brasile,Cecoslovacchia,Cuba,Francia,Germania,Indie Orientali Olandesi,Italia,Norvegia,Olanda,Polonia,Romania,Svezia,Svizzera,Ungheria;per la prima volta vennero ammesse di diritto la nazione organizzatrice e quella detentrice. Gli azzurri del c.t.Pozzo furono ,questa volta, inseriti tra i favoriti dai pronostici della stampa internazionale insieme ai ceki,ungheresi,tedeschi e brasiliani, fece specie l'assenza del'Austria annessa alla Germani nazista. L'Italia superò al primo turno gli ostici norvegesi approdando ai quarti di finale dove incontrarono i padroni di casa della Francia,galvanizzati dalla netta vittoria sui belgi.Nonostante l'apporto del pubblico amico, i transalpini vennero battuti per 3-1 dagli azzurri che andarono di slancio in semifinale ad incontrare il temibilissimo Brasile; la squadra carioca era un formazione ambiziosa composta da giocatori molto forti come Leonidas,Peracio,Batatais,Tim, ma la presunzione del proprio allenatore che lasciò a riposo due dei suoi migliori elementi come Leonidas e Tim, risulterà fatale alla squadra brasiliana battuta per 3-1 dagli azzurri ,sempre più convinti della propria forza. Deluse la Germania che venne eliminata a sorpresa dalla Svizzera nonostante l'apporto di molti giocatori austriaci,la Cecoslovacchia venne superata dal forte Brasile mentre l'altra favorita l'Ungheria vinse facile contro le Indie,la Svizzera e la Svezia giungendo agguerrita alla finalissima contro l'Italia. Al "Parco dei Principi" di Parigi gli azzurri affrontarono i temibili magiari tra le cui file spiccavano autentici talenti come il laterale Lazar e gli attaccanti Zsengeller e Sarosi, fu un incontro tre due scuole calcistiche, quella italiana basata sull'equilibrio in difesa e velocità  in attacco e quella magiara caratterizzata dal fitto palleggio dei suoi centrocampisti e l'abilità tecnica dei suoi frombolieri d'attacco. A prevalere,però, fu ancora la semplicità e l'efficacia del gioco azzurro trascinati dalla classe di Meazza ,autentico campione; vincendo per 4-2 la finale contro la forte l'Ungheria, il calcio italiano confermerà il suo periodo d'oro bissando il trionfo casalingo del 1934. Il cannoniere del torneo fu il talentuoso centravanti brasiliano Leonidas che realizzò ben 8 reti.             

                     1950 - L'AGGUATO URUGUAGIO

Al congresso del 1946 ,la Fifa ,dopo due edizioni nel vecchio continente, decise di assegnare il Mondiale al Brasile. Fu il mondiale delle novità ,come la formula delle eliminatorie passate dall'eliminazione diretta ai gironi con classifica a punteggio,l'introduzione per la prima volta della numerazione sulle maglie da gioco e la partecipazione alla qualificazioni delle squadre britanniche. Le squadre che si qualificarono alla fase finale del Mondiale in terra verde-oro furono 13 (compreso Brasile e Italia,ammesse d'ufficio)  ed esattamente Bolivia,Brasile,Cile,Inghilterra,Italia,Jugoslavia,Messico,Paraguay,Spagna,Usa,Svizzera,Uruguay  , l'unica grande sorpresa ,nelle qualificazioni, fu l'eliminazione della Francia battuta nello spareggio dalla Jugoslavia ( i transalpini rifiutarono l'invito della Fifa a partecipare in seguito al forfait del Belgio,India e Scozia), da sottolineare la non partecipazione della Germania e di tutte le squadre dell' Est Europa per i motivi post bellici ed inoltre il ritiro dell'Argentina.Gli azzurri arrivarono all'appuntamento mondiali scarichi moralmente ,condizionati dalla tragedia di Superga di un anno prima, dove perirono molti giocatori della Nazionale, inoltre i troppi stranieri che invasero il campionato italiano penalizzarono le scelte della commissione tecnica composta da Bardelli,Copernico e Novo. Inserita nel girone di qualificazione con Svezia e Paraguay , l'Italia , campione in carica, si fece superare nel primo incontro dagli svedesi per 3-2 e nonostante la vittoria sul Paraguay per 2-0 fu eliminata in seguito al pareggio tra i nordici e i paraguayani, risultando tra le sorprese in negativo del campionato mondiale (pesò anche il lungo viaggio in nave a cui fu sottoposta la selezione azzurra per raggiungere il Brasile).Altra delusione fu l'eliminazione dell'Inghilterra ,una delle favorite alla vigilia, i "maestri inglesi", convinti di superare agevolmente la prima fase di qualificazione, si fecero superare dalla Spagna, dopo aver perso inopinatamente contro gli Usa,dimostrando troppa presunzione e poco adattamento fisico ai cambiamenti climatici .Alla fase finale arrivarono il Brasile,Spagna,Svezia e Uruguay, i verde-oro padroni di casa erano i grandi favoriti per la vittoria finale per la loro abilità tecnica e per la spinta di un intero popolo, completamente convinto della vittoria finale. L'Uruguay era considerata l'unica compagine con qualche possibilità di competere dignitosamente contro lo squadrone carioca, infatti il Brasile si sbarazzò facilmente di Svezia e Spagna ma gli uruguagi faticarono molto di più ,pareggiando con gli spagnoli e  vincendo in rimonta contro i gialloblu svedesi. Nell'ultimo incontro del girone finale si affrontarono il Brasile , capoclassifca con 4 punti, e l'Uruguay , con tre punti; sarebbe bastato un semplice pareggio ai funamboli brasiliani che presentavano tra loro file autentici campioni come l'attaccante Ademir,l'elegante terzino Nilton Santos,il regista Danilo,il fantasista Zizinho, ma la troppa convinzione nei propri mezzi giocò un brutto scherzo alla selecao, il coriaceo Uruguay ,nella seconda parte dell'incontro, pareggiò la rete iniziale di Friaca con l'elegante centrocampista Schiaffino e vinse con una rete di Ghiggia ,mandando nello sconforto più nero una intera nazione (si contarono addirittura suicidi di alcuni tifosi affranti dalla sconfitta per aver scommesso tutti i propri averi sulla vittoria brasiliana) Il metodico gioco uruguagio , fatto di forza fisica,temperamento e anche molta tecnica ebbe la meglio sul spumeggiante ma presuntuoso atteggiamento calcistico della selecao , da annotare tra i bianco-celesti grandi giocatori come Schiaffino,mezzala di grande intelligenza tattica, e l'altro protagonista della finale ,Ghiggia, attaccante dal dribbilng fulminante. Il cannoniere della competizione fu il grande centravanti della selecao Ademir ,con ben  nove reti, ancora oggi considerato tra più grandi giocatori brasiliani di tutti i tempi.

1954 - LA SORPRESA TEUTONICA

Il primo campionato del mondo post-bellico in Europa fu assegnato alla Svizzera, considerata dalla Fifa la più organizzata in termini economici del momento. Alla competizione aderirono 35 federazioni comprese le squadre britanniche e quelle dell'Est europea ad esclusione dell' Urss e dell' Argentina che persistevano nell'isolamento. Le qualificazioni favorirono undici nazioni europee e precisamente Austria,Belgio,Cecoslovacchia,Francia,Germania,Inghilterra,Italia,Jugoslavia,Scozia,Turchia,Ungheria e la Svizzera(come paese organizzatore) , due formazioni sudamericane come il Brasile e Uruguay,campione in carica, ed una formazione asiatica come la Corea del Sud, per la prima volta furono adottate le numerazioni prestabilite sulle maglie di gioco  . L'Italia si qualificò facilmente alla fase finale in terra elvetica eliminando l'Egitto, ma gli azzurri avevano perso lo smalto dei momenti gloriosi praticando un calcio troppo difensivo e senza autentici campioni a parte lo juventino Boniperti, inoltre il commissario tecnico , l'ungherese Czeiler, dimostrò di non essere all'altezza della situazione, preparando non a dovere la squadra. Il risultato di tutto questo fu l'eliminazione nel girone di qualificazione da parte della Svizzera che battè due volte gli azzurri, la prima volta nell'incontro del girone per 2-1 e poi nell'incontro di spareggio per 4-1, vanificando la vittoria azzurra contro il Belgio per 4-1. I favori dei pronostici erano tutti per la squadra dell'Ungheria , grande protagonista del momento dopo la vittoria  nelle ultime Olimpiadi ed imbattuta da cinque anni, insieme ai magiari godevano di buona credibilità anche il Brasile e L'Urugauy ,campione in carica. L'Inghilterra aveva perso parte del suo prestigio dopo le  due nette sconfitte ,in amichevole,conto la fortissima squadra magiara, ma era comunque considerata  sempre una squadra temibile come del resto la nuova Germania Ovest , smaniosa di iniziare una nuova epoca dopo i disastri del conflitto mondiale. Approdarono ai quarti di finale le favorite , a parte le deludenti Francia e Italia, l'Ungheria ,messa di fronte al Brasile, dimostrò al mondo la propria forza eliminando nettamente i cariocas,l'Uruguay superò agevolmente gli inglesi,la Germania Ovest con qualche fatica superò la Jugoslavia e l'Austria battè la sorprendente Svizzera.In semifinale si incrociarono l'Ungheria e l'Uruguay ,per molti una finale anticipata, e anche in questa occasione i magiari non diedero scampo agli avversari,anche se in modo piu faticoso rispetto alle aspettative, conquistando di slancio la finalissima di Berna.L'altra semifinale fu vinta dalla Germania Ovest che battè nettamente l'Austria.In finale,quindi, vi giunsero lo squadrone magiaro,il grande favorito, e la tignosa squadra tedesca; la vittoria della  "Aranycsapat" (squadra d'oro) sembrava scontata anche perchè i tedeschi erano stati travolti nel girone di qualificazione per 8-3 ed inoltre gli ungheresi praticavano un calcio irresistibile dal punto di vista tecnico e tattico, con campioni assoluti come le mezzali Puskas e Kocisis, il centravanti arretrato Hidegkuti e la forte ala Czibor, per molti addetti ai lavori questa squadra fu tra le più forti di tutti i tempi. Nonostante tutto ,però, la Germania Ovest di Sepp Herberger ,allenatore di grande esperienza, approfittando della troppa sicurezza magiara, rafforzata dal vantaggio di due reti nei primi minuti della finale,mise il cuore oltre all'ostacolo e dopo aver recuperato il doppio svantaggio sorprendeva nel finale di partita la retroguardia ungherese con un incursione del possente mediano Rahn, andando a vincere il suo primo titolo mondiale contro tutti i pronostici.Ci furono molte polemiche sulla clamorosa sconfitta della Grande Ungheria, si passò dall'ipotesi di una partita venduta a quella della possibiltà che i tedeschi fossero drogati (sospetti alimentati dall'attacco di itterizia che colpi molti giocatori tedeschi nei giorni dopo la finale), resta il fatto che una delle più grandi squadre della storia si fece battere inopinatamente da un avversario nettamente inferiore. Da ricordare comunque ,nella squadra tedesca, la sapiente regia tecnica e tattica del proprio capitano Fritz Walter grande trascinatore dei nuovi Campioni del Mondo. Come  cannoniere della competizione  si confermò con ben 11 reti la fortissima mezzala ungherese Kocsis , grandissimo colpitore di testa e grande talento in senso generale.


 

1958 - IL RITMO DELLA SAMBA   

L'emancipata e civile Svezia fu la sede finale  del quinto campionato del mondo, cosi scelse la Fifa, considerando la nazione nordica adatta all'organizzazione del grande evento calcistico mondiale. Alla competizione aderirono 51 Federazioni ,compresa l'Unione Sovietica alla sua prima apparizione iridata. L'Italia mancò clamorosamente la qualificazione alla fase finale facendosi eliminare dall'Irlanda del Nord e nonostante che gli irlandesi schierassero nelle  proprie file giocatori di buon livello, fu un vero e proprio fallimento del calcio italiano, troppo limitato dal punto di vista tattico oltre che da quello atletico.

Furono sedici le squadre che si qualificarono e precisamente Argentina,Austria,Brasile,Cecoslovacchia,Francia,Galles,Germania Ovest,Inghilterra,Irlanda del Nord,Jugoslavia,Messico,Paraguay,Scozia,Svezia,Ungheria e Urss, tornava l'Argentina dopo anni di autoisolamento e completo fu l'approdo delle squadre del Regno Britannico. Non c'era una vera e propria favorita alla vittoria finale , il Brasile  era visto con molto interesse come i campioni uscenti della Germania Ovest, l' ambiziosa Inghilterra, la rinnovata Ungheria ed anche la stessa Svezia infarcita di campioni.Ai  quarti di finale approdarono le favorite dei propri gironi ad esclusione dell'Argentina e dell'Ungheria che si fecero sorprendere dai propri avversari, disattendendo a  tutti i pronostici che le davano come possibili protagoniste. Fu impressionante la prestazione del nuovo Brasile , ben preparato atleticamente dal proprio staff tecnico guidato dall'esperto allenatore Feola, la formazione carioca giocava un calcio veloce e squisitamente tecnico che la rendeva irresistibile per i propri avversari, nei quarti di finale trovò qualche problema con il sorprendente Galles,battendolo di misura ,ma in semifinale travolse la temibile Francia dei forti attaccanti Fontaine e Kopa , candidandosi seriamente alla vittoria finale. Nelle file verde-oro spiccavano autentici fenomeni calcistici come la velocissima ala Garrincha,le mezzeali Didi e Vavà e soprattutto il fortissimo attaccante di colore Pelè che inizierà da questo mondiale la sua mirabolante carriera calcistica che lo porterà a diventare il più grande calciatore di tutti i tempi. La Germania Ovest ,campione in carica, non andò oltre le semifinale, battuta dalla sorprendente Svezia , vera  e propria rivelazione del torneo, gli svedesi forti di campioni come i centrocampisti Liedholm, Gren e gli attaccanti Skoglund e Hamrin conquistarono la finalissima entusiasmando l'intero paese. In finale ,però, l'entusiasmo svedese si dissolse di fronte allo squadrone carioca trascinato dal suo giovane fuoriclasse di nome Pelè, la "Perla Nera" brasiliana risultò imprendibile per i difensori svedesi segnando due delle cinque reti che il Brasile inflisse alla comunque meritevole Svezia , fini 5-2 per i brasiliani che conquistarono il loro primo titolo mondiale, riscattandosi cosi della grande amarezza patita nel 1950. Da ricordare anche la spumeggiante Francia del fortissimo attaccante Fontaine , cannoniere  del torneo con ben 13 reti, che conquistò il terzo posto battendo i tedeschi per 6-3 nella "piccola finale".   

1962 - SPETTACOLO BRASILEIRO

 La Fifa decise di riportare la Coppa Rimet in Sud America ,dodici anni dopo il Mondiale in Brasile, scegliendo a sorpresa il Cile , questa candidatura fu sostenuta dalla influente federazione brasiliana in contrasto con quella argentina, il paese andino ,nonostante i forti dubbi della maggior parte della comunità internazionale , riusci ad organizzare il torneo mondiale senza particolari problemi. Alla manifestazione finale arrivarono  le maggiori rappresentanti dell'aristocrazia calcistica internazionale , dando quindi grandi aspettative al Mondiale cileno. In terra cilena sbarcarono dieci formazioni europee (Bulgaria,Cecoslovacchia,Germania Ovest,Inghilterra,Italia,Jugoslavia,Spagna,Svizzera,Ungheria e Urss) e sei  americane (Argentina,Brasile,Cile,Colombia,Messico e Uruguay) , l'Italia, dopo la clamorosa esclusione al mondiale di Svezia, ritornò sulla ribalta mondiale, alla guida di  un ex grande campione come Giovanni Ferrari affiancato dal dirigente Mazza (presidente-tecnico della Spal) gli azzurri godevano di buone speranze da parte della critica italiana anche perchè nella rosa della squadra erano stati inseriti gli "oriundi" del calibro di Altafini e Sivori. La realtà pero fu un altra, infatti dopo un pareggio a reti inviolate con i tedeschi, gli azzurri persero l'incontro decisivo con i padroni di casa  del Cile (2-0) per inesperienza e con una formazione non adatta tecnicamente, anche se furono pesantemente penalizzati dalla direzione arbitrale, tutta a favore dei cileni consentendogli una condotta di gioco al limite della provocazione violenta ed espellendo due giocatori azzurri (David e Ferrini) per falli di reazione. I grandi favoriti erano i campione  in carica del Brasile ,l'Urss fresca campione europea era vista con interesse insieme all'Inghilterra e alla Spagna senza dimenticare la coriacea Cecoslovacchia. Ai quarti di finale accesero molte delle possibili pretendenti alla vittoria finale, ad esclusione dell'Italia e della Spagna, i campioni del mondo furono accoppiati contro gli inglesi , questo confronto era il più interessante dei quarti di finale in quanto poneva di fronte due tra le scuole calcistiche più prestigiose e anche molto diverse, la spuntarono i cariocas che si aggiudicarono l'incontro per 3-1 mettendo in mostra ancora una volta le proprietà tecniche dei propri campioni.In semifinale ,insieme ai brasiliani, vi approdarono il sorprendente Cile, molto tutelato dagli arbitraggi, la forte Cecoslovacchia e la talentuosa Jugoslavia.In semifinale il Brasile si sbarazzò dei cileni ,sempre molto provocatori nel loro modo di giocare, mentre l'altra gara fu vinta dai cechi che fecero valere la loro superiorità atletica nei confronti dei temibili slavi . In finale si incontrarono quindi Brasile e Cecoslovacchia , due modi di giocare diametralmente opposti , offensivo ed effervescente quello verdeoro , fisico ed equilibrato tatticamente quello ceco. Nel teatro dello stadio nazionale di Santiago la netta superiorità tecnica del Brasile ebbe la meglio sul pragmatismo tattico della Cecoslovacchia, i cariocas ,trascinati dalle mezzeali Didi e Vava  e soprattutto dalla velocità condita da grande classe dell' imprendibile ala destra Garrincha , vinsero il loro secondo mondiale,nonostante l'assenza del proprio fuoriclasse assoluto Pelè (infortunatosi proprio contro i cechi nel girone di qualificazione) per altro ben sostituito dal veloce e tecnico attaccante Amarildo, decisivo in finale.Al terzo posto si piazzò il Cile che battè di misura la più talentuosa Jugoslavia. Fu un mondiale che deluse un po dal punto di vista tecnico, infatti  a parte le stelle brasiliane non ci furono grandi affermazioni individuali e di squadra,  confermato anche dal fatto che non ci fu un giocatore che prevalse come cannoniere unico del torneo.      

1966 - LA PERFIDA ALBIONE

L'ottava edizione del campionato mondiale di calcio fu assegnata all'Inghilterra , i "maestri del calcio" approfittarono dell' influenza del presidente della Fifa, l'inglese Stanley Rous , per quanto riguarda l'assegnazione del mondiale. Fu una scelta ,comunque, più che legittima essendo il paese britannico tra i più organizzati al mondo per le strutture calcistiche del momento. Al mondiale inglese vi arrivarono 16 nazioni , con L'Europa a fare la parte del leone con 10 rappresentative (Bulgaria,Germania Ovest,Francia,Inghilterra,Italia,Portogallo,Spagna,Svizzera,Ungheria e Urss) il continente latino americano con 4 rappresentative (Argentina,Brasile,Cile,Uruguay) con il Messico e la Corea del Nord a completare la lista. Mancano all'appello due importanti scuole calcistiche come quelle di Jugoslavia e Cecoslovacchia , che pagarono il pegno del rinnovamento delle proprie nazionali , L'Italia invece superò bene il proprio girone di qualificazione, mettendo in mostra anche un buon gioco, il commissario tecnico azzurro,Edmondo Fabbri, cercò di infondere alla manovra azzurra più coraggio tattico sfruttando le doti dei nuovi talenti come Rivera,Mazzola,Bulgarelli, giocatori molto  capaci dal punto di vista tecnico. La grandi  favorite del torneo iridato inglese erano la nuova Inghilterra di Ramsey, ambizioso tecnico dei leoni bianchi, il Brasile di Pelè,campione in carica ,insieme alla solita Germania e con qualche possibilità anche per il Portogallo della nuova perla nera del cacio mondiale, il fortissimo attaccante di colore Eusebio. L'Italia dopo un incoraggiante avvio contro il Cile (vittoria per 2-0 a vendetta dell'eliminazione di quattro anni prima) si arenò contro la coriacea Unione Sovietica ma soprattutto, si fece battere inopinatamente dai dilettanti coreani, toccando  il punto più basso del calcio italiano , autentica disfatta della  nostra nazionale, troppo fragile e nervoso. Altra grande sorpresa fu l'eliminazione dei campioni in carica del Brasile da parte del sorprendente Portogallo , che pagò oltre il dovuto l'infortunio di Pelè, subito contro i ruvidi difensori bulgari nella prima gara .Nei quarti di finale ebbero la meglio quattro formazioni europee e cioè Inghilterra,Germania Ovest,Portogallo e Urss; gli inglesi cominciarono a sentire la grande possibilità di arrivare fino in fondo e infatti in semifinale eliminarono, in una partite vibrante, la sorpresa lusitana mentre nell'altra semifinale furono i tedeschi ad avere le meglio conto l'Unione Sovietica del grande portiere Lev Jascin. La finale di Wembley vide una "classica" del calcio europeo e cioè Inghilterra contro la Germania, gli inglesi erano una formazione rivitalizzata dalla cura del proprio allenatore Alf Ramsey ,praticando un calcio veloce ed aggressivo si contrapponeva a quello tedesco molto atletico e razionale condito dalla bravura di alcuni giocatori come la mezzala Haller,l'elegante mediano Beckenbauer ed il forte centravanti Seeler. Fu una finale combattuta e rocambolesca , i tempi regolamentari finirono sul 2-2, nei tempi supplementari accadde l'impensabile , un forte tiro della punta inglese Hurst sbattè contro la traversa interna rimbalzando nei pressi della linea di porta , il guardalinee indicò il centrocampo e l'arbitro convalidò la rete , in effetti si parlerà di goal "fantasma" in quanto la palla rimbalzò chiaramente sulla linea di porta quindi non goal, gli inglesi sullo slancio arrotonderanno con una quarta rete,realizzata sempre da Hurst, approffitando della costernazione tedesca in seguito al non goal di Hurst. Nonostante l'indubbio "favore" avuto in finale l'Inghilterra dimostrò una vera trasformazione di gioco basato sulla velocità, sulla tecnica  oltre che alla esuberanza atletica tipica del calcio britannico, questo grazie all'abilità del proprio allenatore Ramsey e alla classe dei suoi alfieri, come il grande portiere Banks, il regista difensivo Moore e l'esuberante mezzala Bobby Chartlon,autentico trascinatore e vero fuoriclasse dei leoni d'Inghilterra. Il cannoniere di questa edizione fu la "pantera nera" lusitana Eusebio, autentico fuoriclasse dalla movenze feline e dal tiro al fumicotone, con ben 9 reti

 


 

 1970 - APOTEOSI BRAZIL

 L’ultima edizione della Coppa Rimet venne disputata in Messico , già sede dell’ultima Olimpiadi, infatti la vecchia Coppa venne sostituita dall’edizione successiva con l’attuale Coppa D’Oro della Fifa. Nel paese messicano il problema dell’altura condizionò la preparazione delle  16 squadre finaliste (Belgio,Brasile,Bulgaria,Cecoslovacchia,El Salvador,Germania Ovest,Inghilterra,Israele,Italia,Marocco,Messico,Perù,Romania,Svezia,Urss e Uruguay) dovendo dosare lo sforzo fisico a causa della rarefazione dell’aria. L’Italia di Valcareggi (C.t.) vi arriva con una certa ambizione dopo la conquista del titolo europeo a Roma nel 1968, nella formazione azzurra vi sono molto giocatori di spicco e personalità come le mezzepunte Rivera e Mazzola,il bomber di razza Riva,l’eclettico difensore Facchetti. Finalmente le aspettative verranno rispettate, la formazione azzurra su qualificherà senza problemi alla Semifinale dopo aver superato agevolmente il girone di qualificazione (prima classificata davanti Uruguay,Svezia e Israele) e vinto brillantemente per 4-1 contro i padroni di casa del Messico. La Semifinale contro la Germania Ovest entrerà nella leggenda del calcio mondiale, una gara caratterizzata da una girandola di emozioni,conclusasi con un 4-3 per l’Italia nei tempi supplementari grazie alla rete decisiva di Rivera (subentrato a Mazzola , la famosa “staffetta” tra le due stelle di Milan e Inter).L’Italia raggiungerà per la prima volta nel dopoguerra la Finale mondiale insieme al Brasile di Pelè, una squadra che verrà considerata  tra le più forti nella storia del calcio moderno, composta da veri fuoriclasse come la perla nera Pelè e gli altri solisti del centrocampo/attacco come Tostao,Jairzinho,Gerson e Rivelino. I brasiliani allenati dal sapiente Zagallo domineranno il torneo dall’inizio alla fine dando spettacolo e divertimento,una squadra dal tasso tecnico eccelso in tutti i reparti ,praticamente inarrivabile ,trascinata dal più grande talento del calcio mondiale  Edson Arantes do Nascimento in arte Pelè. L’Italia terrà testa alle squadrone carioca con orgoglio, cedendo solo nella seconda parte del match (complice anche la stanchezza accumulata nell’epica semifinale con i tedeschi) , la finale finirà con la vittoria del Brasile per 4-1 che si laurereà per la terza volta Campione del Mondo. Oltre alle citate finaliste, una buona figura la fecero i tedeschi finiti terzi davanti all’Uruguay ed anche i campioni uscenti dell’Inghilterra , eliminati dopo un vibrante incontro dalla stessa Germania nei Quarti di Finale.

               

1974 - PANZER DIVISION

 La decima edizione del Mondiale fu disputata nella rinata Germania Ovest, siamo in piena "guerra fredda" ma l'evento calcistico riavvicina le due Germanie,infatti alla fase finale vi accede per la prima volta la Germania Est che viene sorteggiata nello stesso girone di qualificazione dei padroni di casa. Oltre ai tedeschi alla fase finale vi accedono la Bulgaria,Scozia,Olanda,Italia,Polonia,Svezia,Jugoslavia,Argentina

 Brasile,Cile,Uruguay,Australia,Haiti e Zaire (quest'ultime le grandi novità dell'edizione)

In terra tedesca si afferma in modo prorompente un nuovo modo di giocare al calcio, il cosiddetto "calcio totale" praticato in modo perfetto dall'Olanda ,autentico squadrone, dove tutti i giocatori si muovono in modo organizzato sia in fase difensiva che in fase offensiva privilegiando il gioco d'attacco omogeneo e avvolgente. Gli olandesi elimineranno formazioni del calibro di Uruguay Argentina e Brasile e lo faranno in modo chiaro e spettacolare. Molte bene anche la Polonia ,anche'essa brava a sviluppare un gioco divertente ed efficace, ma i polacchi dovranno fermarsi contro la fortissima Germania che raggiunge la finalissima di Monaco con grande ambizione. L'ultimo atto del mondiale tedesco vide come protagoniste due grandissime formazioni,infarcite di fuoriclasse come il grande Cruyff ,alfiere del nuovo calcio, dalla parte olandese e l'elegante regista difensivo Beckenbauer dalla parte tedesca

La grande sfida verrà vinta dalla Germania nonostante la grandezza dell'avversario, dimostrando al mondo intero di essere una formazione di grande levatura tecnica-tattico-atletica, forse la Germania più forte di sempre con campioni autentici come il già citato Beckenbauer , l'eclettico terzino Breitner,l'esperto portiere Maier,il regista di centrocampo Overath e l'implacabile attaccante Muller in grado di segnare in tutti i modi 

 

1978 - GIRO DI TANGO

E' la volta dell'Argentina ospitare l'undicesima edizione del Mondiale, una nazione governata da un duro regime militare che attraverso la competizione calcistica vuole dare una visibilità positiva del Paese al Mondo, alla fase finale in terra argentina vi approdano 10 formazioni europee (Italia,Austria,Polonia,Svezia,Scozia,Francia,Ungheria,Germania Ovest,Spagna e Olanda) 3 sudamericane (Argentina,Brasile e Perù) 1 nord/centroamericana (Messico),1 africana (Tunisia) 1 asiatica (Iran). L'Italia arriva al Mondiale nel generale scetticismo della critica ma la formazione guidata dall' esperto Bearzot ,rinfrancata dal clima fresco dell'Autunno sudamericano, si rende protagonista di ottime prestazioni che portarono gli azzurri a sfiorare addirittura la finalissima e conquistare un onorevolissimo quarto posto (battuti nella "finalina" dal Brasile per 2-1). Deludente fu la partecipazione dei campioni uscenti della Germania Ovest mentre positiva fu quella dell'Olanda che raggiunse nuovamente la finale iridata nonostante l'assenza del grande Crujff, buona ma sfortunata invece la prestazione del Brasile sopravanzato nel girone di semifinale solo per differenza reti dai padroni di casa dell'Argentina (molto discutibile fu la vittoria per 6-0 contro un "arrendevole" Perù) .

La formazione di casa, nonostante qualche favore arbitrale di troppo, era comunque una squadra di alto livello internazionale, guidata dal sapiente Menotti annoverava nelle proprie file grandi giocatori  come l'ottimo portiere Fillol,il talentuoso e grintoso libero difensivo Passarella,il dinamico e tecnico regista Ardiles ed il fortissimo  ariete d'attacco Kempes, vera forza della natura. Nella finale di Buenos Aires un popolo intero spinse alla vittoria gli indomiti argentini contro una sfortunata Olanda che cederà alla furia dei padroni di casa solo nei supplementari per 3-1,dopo aver sfiorato la vittoria nei tempi regolamentari.

 


 

 1982 - AZZURRO MONDIALE

La dodicesima edizione del Mondiale si svolse nella Spagna del dopo Franco, una nazione in fase di sviluppo sociale ed economico dopo i lunghi decenni della dittatura Franchista. Il Mundial spagnolo è la prima edizione con 24 squadre partecipanti alla fase finale, le squadre qualificate sono 13 europee (Austria,Belgio,Cecoslovacchia,Francia,Germania Ovest,Inghilterra,Irlanda del Nord,Italia,Jugoslavia,Polonia,Scozia,Spagna,Ungheria e Urss) 4 sudamericane (Argentina,Cile,Brasile e Perù) 2 africane (Algeria e Camerun) 2 centroamericane (El Salvador e Honduras) 1 asiatica (Kuwait) e 1 oceanica (Nuova Zelanda). L'Italia vi arriva in sordina, accompagnata ,come quasi sempre, da un mare di scetticismo da parte della critica di casa, ma dopo un faticoso girone di qualificazione gli azzurri trovano i tempi giusti ,grazie alle scelte del navigato C.t. Berazot , ed eliminano le due grandi favorite Argentina e Brasile, ribaltando tutti i pronostici. La squadra azzurra, capitanata dall'inossidabile portiere Zoff, si scrolla di dosso tutti i complessi e dopo aver eliminato le due forti formazioni sudamericane supera di slancio la Polonia in semifinale e travolge la Germania Ovest nella finalissima di Madrid con un perentorio 3-1. E' il trionfo del calcio italiano che mostra al mondo una squadra dal gioco rapido e moderno,efficace in difesa e propositiva in attacco, oltre al già citato Zoff sono da ricordare il fantastico terzino fluidificante Cabrini,il classico regista difensivo Scirea,l'inesauribile mediano Tardelli (veramente più mezzala che mediano),l'elegante e potente mezzala Antognoni ed il rapace attaccante Paolo Rossi che con i suoi 6 goals si consacrerà cannoniere del Mundial. A parte gli azzurri furono protagonisti di un buon Mondiale sia la Polonia che la solita Germania mentre a deludere furono i padroni di casa della Spagna,l'Argentina del fuoriclasse Maradona ed il Brasile dell'altro campione Zico, entrambe eliminate nel girone di semifinale dall'Italia.     

 

1986 - LA OLA ARGENTINA

 Il Messico fu il primo paese a ospitare due edizioni della manifestazione quando nel 1983 sostitui la Colombia ,nazione che aveva ottenuto il diritto di ospitare il Mondiale ma che dovette rinunciare a causa di problemi interni al governo.Furono 24 le nazionali partecipanti e precisamente 14 europee (Belgio,Bulgaria,Danimarca,Francia,Germani Ovest,Inghilterra,Irlanda del Nord,Italia,Polonia,Portogallo,Scozia,Spagna,Ungheria e Urss) 4 sudamericane (Argentina,Brasile,Paraguay e Uruguay) 2 per il centronord America (Canada e Messico) 2 africane (Algeria e Marocco) 2 asiatiche (Corea del Sud e Iraq). L'Italia vi giunge da Campione in carica quindi qualificata d'ufficio, è ancora guidata dal C.t.Bearzot ed ha rinnovato solo in parte la formazione vincente del '82, il girone di qualificazione viene superato abbastanza agevolmente anche se dietro all'Argentina, ma negli ottavi le speranze azzurre di difendere il titolo mondiale si infrangono contro l'ambiziosa Francia di Platini che vince il confronto per 2-0 senza problemi. I protagonisti di questa edizione sono l'Argentina del fuoriclasse Maradona e la sempre presente Germania Ovest, infatti ad eccedere alla finalissima sono proprio gli argentini e i tedeschi; bene fanno i francesi che vincono la finale del 3/4 posto contro il sorprendente Belgio. Nella finalissima di Città del Messico l'operosa formazione argentina guidata dallo scaltro C.t. Bilardo che imposta i destini della squadra sull'infinito estro di Diego Armando Maradona, mezzapunta brevilinea mancina, supera per 3-2 la forte Germania Ovest conquistando il suo secondo titolo mondiale nel giro di otto anni, non vi sono molti campioni nella formazione argentina ma è sufficiente l'immensa classe di Maradona,autore di prestazioni e segnature sensazionali, per proclamare l'Argentina Campione.   

 1990 - VACANZE "ALEMANE"

Dopo 56 anni la massima competizione calcistica torna nel "Bel Paese", è un edizione molto avanzata dal punto di vista tecnologico grazie ai nuovi sistemi di comunicazione improntati sull'informatica, gli stadi sono stati ristrutturati e ammodernati, alcuni invece rifatti nuovi come a Bari e a Torino. Al Mondiale italiano vi partecipano 14 formazione europee (Austria,Belgio,Cecoslovacchia,Germania Occ.,Inghilterra,Irlanda,Italia,Jugoslavia,Olanda,Romania

Scozia,Spagna e Urss) 4 sudamericane (Argentina,Brasile,Colombia,Uruguay) 2 nordcentroamericane (Costa Rica e Usa) 2 asiatiche (Corea del Sud e Emirati Arabi) e 2 africane (Camerun,Egitto). La giovane formazione azzurra ,guidata dall' ex C.t. della nazionale Under 21 Vicini, si presenta con grandi ambizioni ed infatti gioca un buon calcio,veloce e piacevole, attraverso il quale vince agevolmente il girone di qualificazione, supera di slancio Uruguay e Irlanda approdando alla semifinale di Napoli contro l'Argentina, sembra tutto facile ma proprio sul più bello gli azzurri si fanno imbrigliare dall'esperta formazione argentina ,capitanata ancora dal grande Maradona ,pareggiando per 1-1 e perdendo l'incontro alla lotteria dei calci di rigore. Non è una edizione particolarmente spettacolare infatti a parte gli azzurri, le altre grandi protagoniste come ad esempio il Brasile,l'Olanda e la stessa Argentina non si mettono in particolar evidenza dal punto di vista del gioco, chi invece mantiene le promesse è la sempre presente Germani Ovest che giunge nuovamente alla finalissima di Roma eliminando ai rigori l'Inghilterra (finalmente all'altezza della situazione). In finale si ripete il match tra tedeschi e argentini di quattro anni prima in Messico, i bianchi di Germania sono guidati dal grande Beckenbauer e praticano un calcio semplice ma efficace mentre i sudamericani dell'Argentina si affidano unicamente alla classe di Maradona mostrando poco o altro; sarà una finale poco spettacolare,come del resto tutto il Mondiale, dove la Germania Ovest si vendicherà della sconfitta patita a Città del Messico vincendo di misura e su rigore l'incontro contro l'Argentina.Da ricordare ,nella squadra campione del Mondo,  il centrocampista e trascinatore Matthaus,il fantasista Hassler ed il bomber Klinsmann.

    


1994 - BRASILIAN STYLE

Per la prima volta la rassegna iridata esce dall'asse Europa-Sudamerica infatti la superpotenza americana,gli Usa,organizzano la 15° edizione del Mondiale;sarà un successo di pubblico e spettacolo come nella tradizione a stelle e striscie,nonostante i dubbi della vigilia, non essendo il calcio  tra gli sport piu seguiti dagli statunitensi. Al Mondiale americano vi partecipano 13 squadre europee (Belgio,Bulgaria,Germania,Grecia,Irlanda,Italia,Norvegia,Olanda,Romania,Russia,Spagna,Svezia e Svizzera) 4 squadre sudamericane (Argentina,Bolivia,Colombia e Brasile) 3 africane (Camerun,Marocco e Nigeria) 2 centroamericane (Messico e Usa) 2 asiatiche (Arabia Saudita e Corea del Sud). L'Italia diretta dal nuovo "guru" del calcio italiano Sacchi vi arriva con buone prospettive,la squadra in effetti è competitiva e adotta un sistema di calcio non piu prudente come nel passato ma votato all'azione offensiva e all'adozione della tattica del fuorigioco in fase difensiva; gli azzurri però faticano a qualificarsi alla fase ad eliminazione diretta giungendo solo terzi nel girone e venendo ripescati tra le migliori formazioni arrivate terze.Negli ottavi di finale l'Italia rischia l'osso del collo contro la forte Nigeria ma viene salvata dalle prodezze del fantasista Roberto Baggio , da questo momento gli azzurri ritrovano la verve giusta ed eliminano in successione Spagna e Bulgaria raggiungendo l'ambita finalissima di Pasadena. Nonostante il caldo torrido del clima americano (molte partite si giocarono nelle prime ore del pomeriggio per favorire la visione in Europa) lo spettacolo calcistico non manca ed entusiasma il numeroso pubblico americano, buona fu la prestazione dell'Argentina, nonostante l'eliminazione precoce contro la Romania (condizionata dalla squalifica di Maradona,trovato "stranamente" positivo alla prova del doping), positiva la prova dell'Olanda e della sorprendente Bulgaria, deludente invece la prestazione dei campioni in carica della Germania (nuovamente unita dopo la storica caduta del Muro) eliminati proprio dalla brillante formazione bulgara. A raggiungere in finale gli azzurri  è il Brasile, che ritorna sulla ribalta mondiale dopo le delusioni delle ultime edizioni, la formazione brasiliana guidata da Dunga (vecchia conoscenza del calcio italiano) pratica un calcio atipico rispetto alla tradizione carioca, infatti si basa su una difesa e centrocampo moto equilibrati affidandosi alle scorribande dei veloci attaccanti Bebeto e Romario; sarà proprio la concretezza tattica che porterà il Brasile a conquistare il suo quarto titolo iridato battendo solo ai calci di rigore l'Italia del C.t.Sacchi,penalizzata anche dalla cattive condizioni fisiche del fuoriclasse Baggio   

 1998 - LA RIVOLUZIONE FRANCESE

La 16° edizione del Mondiale viene assegnata alla Francia,già organizzatrice dell'edizione del 1938, il Mondiale francese è quello dell'innovazione con l'allargamento a 32 squadre,l'introduzione del "golden goal",l'espulsione per il fallo da dietro e la possibilità di effettuare tre sostituzioni; in Francia ci arrivano 15 squadre europee (Austria,Belgio,Bulgaria,Croazia,Danimarca,Francia,Germania

Inghilterra,Italia,Jugolsavia,Norvegia,Olanda,Romania,Scozia e Spagna) 5 squadre sudamericane (Argentina,Brasile,Cile,Colombia e Paraguay) 3 squadre nordcentroamericane (Giamaica,Messico e Usa) 5 squadre africane (Camerun,Marocco,Nigeria,Sudafrica e Tunisia) 4 squadre asiatiche (Arabia Saudita,Corea del Sud,Giappone e Iran). Gli azzuri ,guidati dall'ex Ct della nazionale Under 21 Maldini Cesare (padre del campione del Milan e della Nazionale Paolo) si presentano con buone ambizioni, molti sono i giocatori talentuosi che compongono la rosa, ma dopo avere superato il girone di qualificazione da prima classificata davanti a Cile,Austria e Camerun e superato negli ottavi la Norvegia, al terzo turno impattano per 0-0 contro i padroni di casa transalpini perdendo l'incontro solo ai calci di rigore ma subendo  molto il gioco offensivo dei francesi; è la dimostrazione di essere troppo condizionati dalla prudenza tattica del proprio Ct a dispetto delle proprie potenzialità offensive.La Francia,padrona di casa, dimostra di avere una formazione all'altezza e conquista l'accesso alla finalissima di Parigi a suon di vittorie e di bel gioco; deludono invece i tedeschi eliminati dalla talentuosa Croazia,che si conquisterà il terzo posto finale,bene invece i brasiliani campioni in carica che conquistano anch'essi la finalissima superando in semifinale la forte Olanda. La Francia del fuoriclasse Zidane,centrocampista a tutto campo dotato di grande tecnica e palleggio oltrechè di grande forza fisica, nella partita decisiva per il Mondiale supera di slancio i "cariocas brasileiri" imponendosi con un perentorio 3-0 , laureandosi  per la prima volta nella sua storia Campione del Mondo; da sottilineare la duttilità tattica inculcata dal tecnico Jacquet ad una squadra composta da grandi giocatori in tutti i reparti come il centrale di difesa Blanc,lo statuario terzino di colore Thuram,il mediano tuttofare Deschamps,il  già citato fuoriclasse Zidane ed il talentuoso fantasista Djorkaeff.

 

2002 - BRASILE D'ORIENTE

 Per la prima volta nella storia il Mondiale di calcio viene organizzato da due paesi, la Corea del Sud ed il Giappone; è anche la prima volta che la massima competizione calcistica si svolge nel Continente asiatico, un grande novità che attira particolare attenzione da parte di tutto l'ambiente calcistico internazionale. Alla fase finale in terra d'Oriente si qualificano 15 nazionali europee (Belgio,Croazia,Danimarca,Francia,Germania,Inghilterra,Irlanda

Italia,Polonia,Portogallo,Russia,Slovenia,Spagna,Svezia e Turchia) 5 nazionali sudamericane (Argentina,Brasile,Ecuador,Paraguay e Uruguay) 3 nazionali nordcentroamericane (Costa Rica,Messico e Usa) 5 nazionali africane (Camerun,Nigeria,Senegal,Sudafrica e Tunisia) 4 nazionali asiatiche (Arabia Saudita,Cina,Corea del Sud e Giappone).La Nazionale italiana allenata dall'esperto Trapattoni si qualifica alla fase finale senza particolari problemi, gli azzurri hanno tutto per poter essere protagonisti ma ,ancora una volta, l'eccesso di prudenza tattica frena la squadra, tanto è vero  che l'Italia si qualifica a fatica nel girone di qualificazione, sopravanzata dal modesto Messico, e viene clamorosamente eliminata negli ottavi dai padroni di casa della Corea (2-1 ai supplementari complice pero l'assurda conduzione arbitrale dell'arbitro ecuaderno Moreno che penalizza pesantemente l'Italia). Sorprende la precoce eliminazione dell'Argentina nel girone di qualificazione e l'affermazione della Turchia che raggiunge addirittura la semifinale contro il Brasile (persa di misura per 1-0), bene la Germania che ritrova la sua abituale dimensione internazionale raggiungendo la finalissima di Yokohama insieme al solito Brasile. Nella partita decisiva per l'assegnazione della Coppa del Mondo i frombolieri del Brasile trascinati dalla nuova stella Ronaldo,attaccante dotato di grande classe abbinata ad una formidabile velocità, superano per 2-0 l'ancora acerba formazione tedesca e conquistano per la quinta volta il titolo mondiale; oltre a Ronaldo il Brasile ,guidato dal tecnico Solari,presenta autentici fuoriclasse come le mezzepunte di colore Rivaldo e Ronaldinho,il potente terzino di attacco Roberto Carlos e la forte ala tattica Cafù.